IMPIANTO GDC > Allevamento
della pianta
Il produttore ha la facoltà di scegliere qualsiasi
tipo di pianta, sia essa a radice nuda che in vaso. In ogni
caso, essendo la produzione delle cultivar Summer 3373 da
meristema (foto 16), seguiranno nel primo anno d’allevamento,
una serie di spuntature in grado di garantire la formazione
e l’entrata in produzione delle piante già dal
secondo anno dall’impianto. La spuntatura alla messa
a dimora della pianta, sarà seguita, alla ripresa
vegetativa, da almeno altre tre interventi cesori, a cadenza
mensile, a partire dal mese di Aprile (disegno 17). La pianta,
sarà fatta crescere, su uno spago (foto 18) che dovrà nel
primo anno fare raggiungere alla pianta l’altezza di
centimetri 350-400 allo scopo di non avere rami anticipati
nel punto in cui nel mese di ottobre verrà effettuata
la “curvatura”, per la costituzione del nuovo
cordone permanente. Tale operazione consiste nell’inclinare
le piante a destra e a sinistra disponendole sul filo assegnato
a 55 cm dal centro del filare (foto 11). Lo sviluppo rapido
della pianta nel primo anno è condizione fondamentale
per la buona riuscita dell’impianto e costituisce un
notevole vantaggio in quanto la pianta entrerà più precocemente
in produzione . Infatti, se la pianta avrà raggiunto
i 350-400 centimetri di altezza, il cordone sarà ben
formato già alla fine del primo anno (presenza di
rami anticipati nel tratto terminale) e la pianta pronta
per l’entrata in produzione nella stagione vegetativa
successiva.
Nella primavera successiva si darà l’impostazione
definitiva alla pianta; pertanto gli interventi di potatura
verde (filmato 19) dovranno essere molto tempestivi e mirati.
Si dovrà intervenire all’asportazione di tutti
i germogli originati sul fusto, eliminandoli alla base fino
a 20 centimetri dall’inizio del cordone permanente;
inoltre, saranno da asportare tutti i germogli vigorosi dorsali
e disposti internamente al filare. Solo il primo anno, i
germogli dorsali saranno tagliati a 2 centimetri dalla base
per la creazione di nuovi punti di vegetazione dai quali
prenderanno origine i futuri tralci fruttiferi. Questa operazione,
che andrà iniziata con i germogli lunghi 15-20 centimetri
sarà in seguito ripetuta per almeno 2-3 volte fino
alla fine di giugno. Alla fine del 2° anno, ci troveremo
con i cordoni permanenti formati alla perfezione (foto 12bis),
con una ottima scelta di tralci e una buona disposizione
degli stessi. Con l’entrata in produzione dell’impianto,
già dal 2° anno, la potatura verde sarà incentrata
nella soppressione dei rami vigorosi dorsali ed interni al
filare; salvo, non si debba “recuperare” dei
centri vegetativi sul cordone permanente. In questo ultimo
caso, sarà necessario intervenire con un taglio (a “becco
di luccio”), “speronando” a una gemma,
dalla quale probabilmente, si formerà un nuovo tralcio
orientato verso l’interfilare.
Gli interventi eseguiti durante i primi 2 anni segnano la
funzionalità dell’impianto per tutta la sua
durata; le ore spese in potatura verde risulteranno nel tempo
di gran lunga ripagate e gratificate.
I vantaggi di quanto descritto sono diversi rispetto ad altre
forme di allevamento adottate sul kiwi quali pergoletta e
tendone.
In particolare:
• minor impiego di manodopera nella potatura invernale;
• maggior resa alla raccolta;
• predisposizione ad una più efficace impollinazione;
• minori danni da vento;
• maggiore insolazione dei frutti con conseguenti vantaggi
per la serbevolezza dei frutti;
• entrata in produzione più rapida caratterizzata
da rese per ettaro più elevate;
La produzione raggiungibile con questa forma di allevamento,
in impianti ben formati, può aggirarsi tra i 100 e
i 200 quintali ettaro già al 2° anno. |
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